Provenienza: Laura Sposato (Sapori di Mare)
Data: 15/12/1994
Un albero in casa: il Melograno.
Come il cedro, l'arancia e la zucca,
anche la melagrana, frutto con tanti
semi, è simbolo di fecondità e discendenza numerosa,
di conseguenza anche dell'amore. Era sacra a
Giunone (moglie di Giove) e a Venere
(dea dell'amore), nell'antica Grecia.
Mentre le spose romane usavano
intrecciare tra i capelli rami di
melograno. Conferma questa
simbologia anche la tradizione asiatica,
dove la melagrana aperta rappresenta abbondanza e buon
augurio. Tant'è che una leggenda popolare vietnamita
racconta che ``la
melagrana si apre in due e lascia
venire cento bambini". Di origine
indiana è la credenza che il succo di
questo frutto combatta la sterilità.
Nella mistica cristiana questo simbolismo
si arricchisce di significato
spirituale, fino a considerare il frutto,
e i suoi semi, espressione della
perfezione divina e raffigurazione
della Chiesa stessa.
Oggi il melograno non è più diffuso
come un tempo, quando i suoi frutti e fiori venivano usati anche a
scopo ornamentale, per decorare le tavole e le pietanze,
perfino i piatti di carne.
I bambini però ancora fanno
festa ai suoi frutti, che si presentano divertenti e festosi,
con quei chicchi rossi da sgranare.
Eppure il melograno avrebbe
tutti i motivi per meritarsi maggiore considerazione: dà frutti
ricchi e benefici, contenenti vitamina A
e vitamine B.
Indicata come insolito dessert e per la prleparazione di
golose gelatine e bevande fermentate, la rmelagrana è
anche gustosa come bevanda dissetante: la granitina,
uno sciroppo che si ottiene spremendo gli acini.
``Punica Granatum" è il nome
scientifico del melograno. Descritto dallo scrittore latino Plinio,
dà frutti tra i più apprezzati
dai Romani, che lo avevano importato dall'Africa. Originario
della Persia, poi si è diffuso sia
nel bacino del Mediterraneo, sia
in Estremo Oriente. Cresce anche allo stato selvatico.
Data la grazia dell'alberello e la
bellezza dei suoi ``vermigli fior" ---come scriveva il poeta Carducci--- è
spesso coltivato a scopo ornamentale nei giardini e sui terrazzi nelle
regioni più calde. II suo fusto è molto ramoso, con spine e foglie affusolate.
I frutti, che maturano a settembre, sono grandi, rivestiti di una
scorza coriacea, e contengono
numerosi chicchi rossi e polposi,
separati da una membrana amara. Sono disponibili anche varietà nane
da coltivare in vaso: i loro frutti rimangono piccoli e
non raggiungono la maturazione ma sono molto decorativi.
Nell'antichità, era tenuto in grande considerazione per le sue proprietà
terapeutiche. Lo prescriveva contro il verme solitario il grande medico
greco Dioscoride: le radici, ma anche i fiori, la corteccia dei
frutti e quella dei ramoscelli giovani, contengono
"pellieterina e isopellieterina", particolarmente attive contro la
tenia. Inoltre il frutto contiene in abbondanza tannino, che ha proprietà
astringenti. Oltre che vermifugo, il melograno è rinfrescante,
diuretico e tonico.
Lo sciroppo di melagrana
è consigliato come diuretico:
100 g di polpa di
semi macerati in 300 g di
alcool a 60' e aggiunta alla
fine di 500 g di sciroppo
semplice di zucchero
preparato a parte. Da bere
sciolto nell'acqua.
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