Provenienza: Raffaello Valesio (FidoNet)
Data: 25/6/1992
Procuratevi gli spaghettini, o vermicelli , di soia o di riso
in un qualche rivendugliolo di macrobiotica o cibi esotici.
Qui a Torino e in altre città si trovano ormai le gastronomie
cinesi e non ci sono difficoltà al reperimento degli ingredienti.
Alcuni ricettari dicono che gli spaghettini non vanno cotti, ma lasciati
ammorbidire per qualche tempo nell'acqua fredda. Io personalmente
li scotto brevemente e li scolo sotto il getto dell'acqua fredda
come fossero "capelli d'angelo" e viene benissimo lo stesso.
L'intingolo:
Soffriggere senza dorare abbondante cipolla bianca in olio , di
sesamo se lo trovate, di semi di arachide va bene lo stesso ma
tassativamente non usate l'olio di oliva che non va assolutamente
d'accordo con questi gusti.
Se piace, pochissimo aglio, sempre senza dorare.
A questo punto scegliete se aggiungere un po' di carne di vitello
o maiale tritata fine-fine-fine oppure dei gamberetti piccoli.
Continuare a soffriggere lentamente, aggiungere un po' di peperoncino
se vi piace piccante (io preferisco metterlo dopo, sul piatto), e un bel
po' di radice di zenzero tagliata sottilissima con l'affettatartufi.
E` fondamentale usare la radice intera e non quella in polvere: il
sapore non risulta lo stesso.
Qualche germoglio di soia ci sta bene, ma non è indispensabile;
altrettanto bene dei germogli di bambù, sostituibili egregiamente
con dei topinambur a fettine sottilissime. Personalmente gradisco
anche varianti con pochissimo curry, o con pochissimo kummel.
Gli spaghettini devono essere sgocciolati quando l'intruglio è
pronto, cioè quando da tre isolati di distanza sentono il profumo
dello zenzero!.
A questo punto buttateli a soffriggere un momento nella mistura infernale ,
aggiungendo rapidamente tanta salsa di soia quanto basta a colorare
il tutto a ``buccia di nocciola" e servire caldo caldo.
Se poi l'operazione riuscite a farla rimestando con le bacchette
cinesi il successo è assicurato.....
E` gradita un'ultima grattatina di zenzero , o anche di rafano
piccante, sul piatto di portata.
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