Provenienza: Roberto Piola (FidoNet)
Data: 30/9/2000
Sublime preparazione improvvisata accrocchiando insieme quello che c'era in
casa, e degna di figurare in un menu di un rispettabile ristorante di nouvelle
cuisine, o anche di un cinese, visto il suo tono tra il dolce ed il salato
veramente particolare.
Far fondere una noce di burro a fuoco lento; incorporarvi una decina di foglie
di salvia sminuzzate, un pizzico di timo e qualche grano di pepe verde (di
solito uso quello in salamoia, appena schiacciato in modo che rilasci appieno
il gusto). Lasciar riposare via dal fuoco per qualche minuto.
Intanto, pulire, salare ed infarinare una trota. Mettere abbondante sale,
poiché il sugo sarà un po' dolce.
Riaccendere il fuoco sotto al burro, e quando spuma farvi fare dentro l'ultimo
tuffo alla trota.
Cuocere l'animale da ambo i lati. Quando avrà una bella crosticina, e
l'interno sarà a metà cottura, aggiungere un bicchierino di ratafià
all'arancio (presumibilmente va bene qualunque liquore dolce all'arancio, come
il Cointreau), e lasciar consumare rigirandovi dentro il pesce. Suggerisco di
inclinare la padella in modo che il sughetto si concentri bene intorno alla
trota.
Si deve formare una specie di glassa bruna sopra alla crosticina della
frittura: è caramello; aiutarsi con una spatola per raccogliere sul pesce la
glassa che si ispessisce sul fondo della padella.
Quando non c'è più liquido, ma solo glassa, è pronto!
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