Provenienza: FidoNet (Massimo Crippa)
Data: 13/8/1994
LA MOZZARELLA DAL SAPORE D'ORIENTE
Ci volle la proverbiale pazienza di un filosofo cinese, arricchita
dalle conoscenze empiriche di un alchimista di duemila anni fa, per
ideare l'attuale sistema di produzione del tofu. Stiamo parlando del
cosidetto ``formaggio di soia", ottenuto dalla cagliature della soia
triturata e bollita.
Per la sua consistenza molle e il suo gusto delicato, più che
formaggio sarebbe piu' appropriato chiamarlo mozzarella di soia.
Secondo la tradizione popolare cino-giapponese, a inventarlo fu il
monaco taoista Lin An, insigne filosofo, nonché alchimista, vissuto
intorno al 16o a.C. Grazie alla sua semplice perperazione, alla
facile assimilazione e alle eccellenti proprietà nutritive, da allora
il tofu è diventato, in gran parte dei paesi orientali, il più
popolare derivato della soia.
LECITINA E COLESTEROLO
In occidente la ``mozzarella di soia" è arrivata recentemente, ma nei
soli Stati Uniti il consumo annuo viene valutato in circa 25 milioni
di chili l'anno! Da noi la sua diffusione prima limitata
esclusivamente alla ristretta cerchia dei macrobiotici a cui si deve
la sua introduzione, è oggi in rapida espansione. In Italia sono
sempre più numerosi i consumatori che lo apprezzano, anche perché il
tofu permette di consumare la soia in una forma più assimilabile,
gradevole e di facile preparazione, più vicina alle abitudini
alimentari di noi occidentali.
Per le popolazioni dell'estremo Oriente, la cui dieta è sempre stata
povera di proteine animali, la soia è importante per la sua
ricchezza di proteine. Nei paesi occidentali le esigenze sono invece
diverse. L'eccessivo consumo di grassi, soprattutto di origine
animale, ha facilitato la diffusione delle malattie cardio-vascolari
che incidono per il 30 sulle cause di mortalità. Per questo, per
noi, l'importanza della soia e dei suoi derivati risiede soprattutto
nel ruolo che possono svolgere nella prevenzione di queste malattie.
Essi infatti hanno un alto contenuto di lecitine, sostanze che
intervengono direttamente nel metabolismo dei grassi sia
rallentandone l'accumulo, sia favorendone l'eliminazione, svolgendo
in definitiva un'efficace azione anti-colesterolo.
Fino ad oggi l'assimilazione di questa proprietà nutritive era
ostacolata dalla difficile digeribilità della soia in grani,
dall'eccessiva laboriosità della sua preparazione e dall'inusuale
sapore. Il tofu elimina questi problemi. A differenza della soia in
grani, ha un sapora molto delicato, quasi impercettibile, che ben si
presta ad essere condito secondo il gusto personale di ognuno. Come
per tutti gli altri legumi, anche per il tofu la migliore
combinazione è quella con i cereali. Puo' essere utilizzato come
piatto centrale oppure impiegato per condire paste, riso, crostini e
insalate.
COME SI FA IL TOFU
La produzione del tofu in Cina e Giappone è affidata ancora oggi a
migliaia di piccoli laboratori artigianali, molti dei quali lavorano
durante la notte per consegnare al mattino il prodotto fresco. A
distanza di migliaia di anni dalla sua ideazione, il metodo di
produzione è rimasto pressoché invariato. Non richiede particolari
attrezzature e gli unici ingredienti sono rappresentati dall'acqua,
dalla soia gialla e dal ``nigari" (cloruro di magnesio, estratto
anticamente dal mare con un processo simile all'estrazione del nostro
sale marino) la cui funzione è quella di provocare la cagliatura
della polpa di soia, con un processo simile a quello impiegato per la
coagulazione del latte nella produzione dei formaggi. In definitiva
si tratta di una preparazione molto semplice che ognuno puo'
effettuare in casa senza grandi difficoltà.
Per ottenere un tofu di qualità è necessario utilizzare varietà di
soia particolarmente ricche di proteine come la Corsoy, la Vinton e
la Prize provenienti da coltivazioni biologiche. I semi vengono
tenuti in ammollo per circa dodici ore; in estate l'ammollo si riduce
a sette otto ore. Una volta risciacquata abbondantemente, la soia
viene macinata finemente facendo scorrere un sottile filo di acqua
all'interno del mulino, in maniera tale da ottenere una purea
omogenea e cremosa che in Giappone prende il nome ``do go". Dopo
l'aggiunta di acqua, la purea viene fatta bollire per circa 20
minuti, mescolando in continuazione per evitare che si attacchi sul
fondo. La pasta così ottenuta viene poi filtrata per due volte di
seguito, in maniera tale da consentire la separazione del latte di
soia dalla pasta (okara). Il latte ottenuto si versa in una nuova
pentola e si porta a ebollizione, mescolando in continuazione. Il
tutto si fa cuocere per 6--7 minuti. A questo punto si aggiunge il
nigari, due cucchiaini per ogni 300 g di soia (nella preparazione
domestica il nigari puo' essere sostituito con del succo di limone o
con dell'aceto), continuando a mescolare con cura per 5--6 minuti in
maniera tale da facilitare la cagliatura di tutta la massa del latte.
Dopo aver fatto riposare per 2--3 minuti, si puo' iniziare a versare
il latte ormai cagliato nelle apposite forme.
Le antiche scatole di legno sono state oggi sostituite da forme in
acciaio inox, dalle pareti bucherellate, foderate internamente con
una rete di cotone o di lino a maglie strette che funge da filtro.
Una volta riempite del latte cagliato le scatole vengono chiuse con
un coperchio sul quale si predispongono dei pesi per accelerare
l'allontanamento dei liquidi in eccesso. Dopo circa 10--20 minuti,
eliminata la zavorra, si rovesciano con cura le forme di acciaio per
estrarre il tofu ormai pronto. I numerosi glomeruli gelatinosi che
prima costituivano il latte di soia cagliato, appaiono ora
trasformati in un'unica massa omogenea e compatta di colore bianco
sporco. Una volta estratto dalla scatola, il tofu viene tagliato in
piccoli panetti e immerso in acqua corrente per eliminare il nigari
in eccesso e accelerare ilo raffreddamento. Il tofu è così pronto per
essere confezionato sottovuoto e immesso nel mercato.
CONSIGLI PER L'ACQUISTO E IL CONSUMO
Evitare di acquistare tofu a lunga conservazione, ad esso preferite
quello fresco.
Per gustarne a pieno sapore e qualità non deve essere più vecchio di
quattro o cinque giorni.
Leggere attentamente la data di scadenza.
Preferire il tofu ottenuto con soia proveniente da coltivazioni
biologiche.
Quando invece di bianco sporco, il tofu appare di colore giallo-
grigiastro è segno che e' stato utillizzato troppo coagulante o che
invece del cloruro di magnesio è stato impiegato solfato di calcio.
Il tofu fresco si conserva immerso in acqua e in frigorifero, per non
più di 7--10 giorni.
Il tofu e' un alimento molto energetico e pertanto non va consumato
piu' di 2--3 volte alla settimana.
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